Silvia Provvedi pubblica il messaggio che il fidanzato Giorgio le ha fatto recapitare [FOTO]

Silvia Provvedi pubblica il messaggio che il fidanzato Giorgio le ha fatto recapitare [FOTO] 1

Silvia Provvedi poche settimane fa ha dato alla luce il suo primo figlio, una nascita vissuta in modo particolare dato che il suo compagno Giorgio è stato arrestato dopo pochi giorni dal parto, dopo l’arresto del suo compagno Giorgio, la donna rompe il silenzio e mostra la sua piccola:

Ritengo doveroso dover dire due parole alle tantissime persone che mi vogliono bene e che mi stanno esprimendo solidarietà .
Vi ringrazio di cuore davvero tutti.

Non parlerò più di questa triste vicenda che ha coinvolto me e tutta la mia famiglia fino alla conclusione delle indagini , perché penso sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti di una magistratura in cui ho sempre creduto e in cui credo tuttora.

Al mio compagno Giorgio rinnovo sempre di più il mio amore e la mia vicinanza.
Grazie ancora a tutti vi abbraccio, Silvia

Silvia Provvedi ha pubblicato su Instagram il messaggio è il regalo che Giorgio le ha fatto recapitare fer festeggiare i 2 anni di fidanzamento con la cantante:

Silvia Provvedi pubblica il messaggio che il fidanzato Giorgio le ha fatto recapitare [FOTO] 2

Silvia Provvedi pubblica il messaggio che il fidanzato Giorgio le ha fatto recapitare [FOTO] 3

COME HA REAGITO SILVIA PROVVEDI ALL’ARRESTO DEL SUO FIDANZATO

La notizia dell’arresto di Giorgio ha fatto molto discutere sul web, il compagno di Giulia Provvedi è stato arrestato qualche giorno fa ed è diventato padre meno di una settimana fa.

Questo si legge su Gossip e Tv che riporta la notizia resa nota da La Repubblica:

L’imprenditore, come rende noto il quotidiano Repubblica, è finito in manette assieme ad altre 20 persone legate alla Ndrangheta, tutte appartenenti all’élite dei clan di Reggio Calabria, le famiglie De Stefano-Tegano e Libri, più i quadri alti del clan Molinetti. Gli arresti sono scattati fra Reggio Calabria, Milano, Como, Napoli, Pesaro, Urbino e Roma. L’indagine è stata condotta dalla procura antimafia di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri, e ha preso di mira gli assetti e gli affari dei clan nella città di Reggio Calabria, terremotati dai tentativi di scissione che hanno creato tensioni tali – hanno rivelato le indagini della Squadra Mobile e dello Sco – da far temere un nuovo conflitto, disinnescato forse solo dal lockdown imposto dalla pandemia di Covid 19.

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